IL CASALE
Passeggiando ai margini del giardino, proprio sotto i ripidi pendii della collina di Casali di Papigno, come per incanto ci si imbatte in quello che a prima vista sembra l'ingresso dell'antico antro della Sibilla.

In realtà l'origine di questo cunicolo è molto meno "romantica", poichè è stato scavato dai contadini della zona, durante la seconda guerra mondiale, per proteggere la propria vita dai bombardamenti.
Il tunnel, completamente scavato a mano, di dimensioni abbastanza ampie da permettere il passaggio di una persona quasi completamente in piedi, si addentra in profondità nella montagna, per una lunghezza di circa 150 metri, ed ha 4 uscite distinte, lontane una dall'altra, per permettere la fuga in caso di crollo parziale.
La roccia di questa collina, infatti, è molto friabile, cosa che ha consentito una facile escavazione del rifugio, ma che probabilmente non avrebbe costituito grande protezione in caso di caduta diretta di un ordigno.

Addentrandosi nel cuore della collina, con l'aiuto di una torcia, si possono ben vedere ancora le nicchie dove venivano posizionate le candele, le sedute dove gli abitanti della zona aspettavano la fine di quei tragici momenti, ed alcune scritte ormai quasi completamente cancellate dal tempo.

UN PO' DI STORIA
La città di Terni, è stata in Italia tra le più pesantemente colpite dai bombardamenti alleati alla fine della seconda guerra mondiale.
La causa di questo scempio è stata la presenza in città, proprio nella zona est all'inizio della Valnerina, dell'acciaieria e soprattutto della fabbrica d'armi, obiettivi questi, la cui eliminazione era evidentemente di primaria importanza per il destino della guerra. Il problema in realtà era che queste strutture erano dotate di contraerea, pertanto per metterle fuori uso era necessario colpire la centrale elettrica che le alimentava, ovvero la centrale di Galleto, situata lungo il corso del fiume nera, a soli 2 km dal nostro B&B. Ma gli operosi cittadini ternani, per proteggerla dalle bombe, la mimetizzarono perfettamente coprendola con alberi e vegetazione, rendendola così invisibile al nemico. Quest'operazione segnò per sempre il destino della città: le truppe alleate infatti, non sapendo assolutamente dove si trovasse la centrale, nel tentativo di distruggerla, dall'11 agosto del 1943, sottoposero per mesi a 108 attacchi aerei la città, radendone al suolo l'80%, senza peraltro riuscire a distruggerla, se non parzialmente con delle mine alla fine del conflitto.
Questo è il motivo per cui , visitando Terni, la troverete completamente moderna, con un centro storico piccolissimo limitato a poche vie, mentre girando per il resto dell'Umbria, dai paesi più piccoli fino al capoluogo Perugia, sarete rapiti da uno splendido susseguirsi di centri medievali perfettamente conservati e dalla bellezza senza pari.
0

.
guestbook |